Educazione alla salute

Nel 2011 ho fatto la prima sperimentazione di un corso di educazione alla salute (manuale.pdf – testo in inglese) in una scuola nella periferia di Lhasa, i risultati sono stati molto al di sopra delle aspettative e da allora ha continuato il lavoro di ricerca e sviluppo del modello formativo.

Il fascino dell’educazione alla salute è nella sua universale applicabilità e nella potenzialità che i suoi effetti possono portare, l’intento del testo che segue è quello di dimostrare l’importanze dell’educazione sanitaria e promuoverne la diffusione.

E’ parte di un discorso piu’ ampio sul ruolo dell’educazione alla salute nell’agenda globale pubblicato in questa pagina (testo in inglese), dove ho esplorato in particolare l’effetto che l’educazione sanitaria potrebbe avere nelle politiche di integrazione delle masse migranti e dei rifugiati.

Buona lettura

Prima di tutto una definizione: Cos’è l’educazione alla salute?

L’educazione alla salute è la disciplina che insegna a prendersi cura di se stessi.

Posto questo assunto, l’educazione alla salute dovrebbe essere la prima e fondamentale materia di insegnamento nelle scuole, al pari di molte altre materie se non addirittura perno di tutte. Una adulto che non sa prendersi cura di se stesso in senso lato è spesso considerato disfunzionale ma anche nella maggior parte della popolazione adulta sana e produttiva spesso la carenza di una adeguata istruzione a livello sanitario si trasforma in una serie di problematiche e di costi aggiuntivi che si riversa sia sulle famiglie che sulla comunità piu’ estesa. In un mondo sempre piu’ connesso le scelte individuali hanno sempre piu’ effetto sulle vite degli altri e sul sistema stesso: una maggiore attenzione all’educazione alla salute e una maggiore istruzione in campo preventivo sono, senza ombra di dubbio, due degli elementi chiave nella riduzione dell’impatto dei malati sul sistema sanitario e nella riduzione dei costi e dei disagi del singolo individuo. La principale fonte di malattie oggi a livello mondiale è data da scarse condizioni igeniche, non è un fatto di territorio, ma di cultura e la cultura evolve attraverso l’educazione; a queste malattie si aggiungono tutte quelle legate alle scorrette abitudini alimentari e alla carenza di una adeguata (e sottolineo adeguata) attività motoria. Le condizioni ambientali esterne sicuramente giocano un ruolo determinante, cosi’ come il corredo genetico che ognuno porta con se, qui spesso le possibilità di intervento diretto non sono praticabili ma in ogni caso vivere in un ambiente pulito, tenere una alimentazione appropriata alle proprie necessità e fare regolarmente movimento possono arrivare a compensare molti degli stress a cui il fisico e la mente vengono sottoposti dall’ambinete esterno. Per questo l’educazione alla salute dovrebbe essere il puto di partenza del sistema educativo e del sistema sanitario a livello globale; purtroppo oggi non è ancora cosi’ e non sembrano al momento esserci dei tentativi rilevanti per convergere le due materie: educazione e salute (sanità) in un unico modello di insegnamento. Entrambe sono due facce della stessa medaglia: l’educazione si occupa (o per lo meno, dovrebbe) dello sviluppo intellettuale dell’individuo in modo che possa meglio inserirsi e meglio contribuire alla società. Lo sviluppo intellettuale è solitamente connesso a uno sviluppo fisico: fatto salvo per rare attività puramente concettuali l’educazione prevede quasi sempre sia un parte teorica che una pratica.

La definizione di salute secondo il WHO
“Stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia”

le discipline riguardanti la salute hanno osservano il mondo da un punto di vista curativo (focalizzandosi sui problemi) o preventivo (immaginando problemi futuri) mentre l’educazione ha sempre un carattere esplorativo e di ricerca: le prime puntano verso le problematiche, l’altra verso le possibilità. Un modello integrato che sappia valorizzare a pieno queste caratteristiche dovrebbe essere appunto l’educazione salute e per questo potrebbe portare enormi vantaggi se posta come punto di partenza per qualunque percorso sia educativo che sanitario:

– uno studente che vive in un ambiente pulito, mangia sano e fa regolare attivà sportiva è tendenzialmente meno cagionevole di salute (perde meno tempo a casa malato) e piu’ lucido nei processi cognitivi;

– un malato che conosce il suo corpo e le sue problematiche ha meno difficoltà a relazionarsi col medico, a scegliere le cure giuste e costa meno al sistema sia in termine di efficienza (meno perdite di tempo) che di efficacia (meno cure inutili, meno costi).

Anche se al momento (2015) l’educazione sanitaria ancora occupa un posto marginale all’interno dei sistemi scolatici nazionali e internazionali, la speranza è che questa disciplina possa entrare sempre piu’ negli usi e costumi di tutti i popoli promuovendo lo sviluppo di questa nascente e incerta “società globale”.

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